Ciceri de Mondel S.r.l., perseguendo una visione di attenzione al cliente orientata al contenimento dei rischi per la salute e la sicurezza nell’utilizzo dei propri prodotti, ha commissionato ad una referenziata Società di Servizi, specializzata in analisi chimico-merceologiche ed ambientali, un’indagine tesa a valutare la dispersione in aria di inquinanti durante la lavorazione con stampante 3D (termo estrusione) di “filo” di polimero termoplastico.

Questo breve commento vuole essere una semplice introduzione al rapporto di indagine (a cui si rimanda per gli aspetti analitici) ad uso dei cosiddetti “non addetti ai lavori”.

Le prove ed i relativi campionamenti ambientali sono stati eseguiti nel corso di lavorazione con polimeri ABS, HIPS e PMMA, utilizzando due stampanti 3D a tecnologia FDM, in aree assimilabili a spazi abitativi o ad uso ufficio ed in condizioni di areazione “estreme” (a porte e finestre chiuse ed in assenza di sistemi di ricambio d’aria forzati e di aspirazione localizzata).

L’analisi è stata indirizzata alla determinazione delle concentrazioni in aria delle seguenti principali componenti e sostanze a cui possono essere esposti gli addetti alla specifica lavorazione: polveri inalabili, solventi organici volatili, butandiene, acrilonitrile, formaldeide e metilmetacrilato.
Per i metodi di analisi e valutazione del rischio si è fatto riferimento ad accreditati standard e raccomandazioni nazionali ed internazionali. In particolare, per le modalità di valutazione, il riferimento è rappresentato dalla lista dei cosiddetti TLV (valori limite di soglia) dell'ACGIH (American Conference of Governmental Industrial Hygienists), ripresi in Italia sotto l'autorizzazione della stessa ACGIH dall'AIDII (Associazione Italiana degli Igienisti Industriali). Essi rappresentano i valori limite della concentrazione media ponderata nel tempo di un agente chimico nell’aria all’interno della zona di respirazione di un lavoratore, riferiti alla giornata lavorativa “tipo” di 8 ore (TWA), e/o all’esposizione di breve termine per 15 minuti (STEL) o infine, in alcuni casi, indicano la concentrazione che non deve essere superata durante qualsiasi momento dell'esposizione lavorativa (Ceiling).

Per "valori limite di soglia" l’ACGIH intende le "concentrazioni ambientali per le quali si ritiene che quasi tutti i lavoratori possono essere esposti, giorno dopo giorno, per tutta la vita lavorativa senza effetti dannosi". Tali limiti, quindi, rappresentano dei parametri al di sotto dei quali ci si attende un'assenza di effetti nocivi per la salute dei lavoratori esposti. Tuttavia, a causa di ampie differenze di sensibilità individuale, si ammette che una piccola percentuale possa avere, in queste condizioni, disagio o aggravamento di malattie preesistenti o anche la comparsa di malattie professionali. Il concetto di limite tollerabile è quindi quello di “valore di riferimento” che non garantisce una sicurezza assoluta, ma una buona sicurezza per la maggior parte degli individui.

I risultati del monitoraggio ambientale hanno evidenziato indici di rischio ampiamente inferiori ai valori limite di riferimento per tutte le sostanze indagate.
Se è vero che i valori di riferimento (TLV) riportati sono da intendersi appannaggio degli ambienti di lavoro e applicabili per soggetti adulti, sani, esposti a questi valori per 8 ore al giorno e per 5 giorni alla settimana, e che pertanto in nessun modo essi dovrebbero essere utilizzati per altri ambienti (ad esempio, ambiente domestico o inquinamento atmosferico in generale), va tuttavia notato che gli indici di rischio risultanti dal rapporto tra le concentrazioni misurate ed relativi TLV si situano sempre a livelli molto bassi, anche di 10 o 100 volte inferiori alle soglie di allarme.

Prendendo in considerazione, a titolo di esempio, l’inquinante formaldeide, i valori di concentrazione rilevati durante la lavorazione di stampaggio 3D si situano al di sotto del limite raccomandato dalla normativa italiana negli ambienti di vita e di soggiorno (nota 1) e sono molto simili ai dati rintracciabili nella letteratura scientifica riferiti alle concentrazioni medie rilevate durante indagini sulla qualità dell’aria indoor presso civili abitazioni di aree metropolitane italiane.

Ciceri de Mondel raccomanda comunque di areare i locali nei quali si utilizzano i prodotti FILOALFA.

Tutti i dati analitici sono disponibili in allegato.

Nota 1: Cfr. Circolare del Ministero della Sanità n. 57 del 22 giugno 1983 "Usi della formaldeide-Rischi connessi alle possibili modalità d’impiego" in cui era riportato un limite massimo di esposizione di 0,1 ppm (0,124 mg/m3) negli ambienti di vita e di soggiorno in via sperimentale e provvisoria. Con il Decreto del 10 ottobre 2008 "Disposizioni atte a regolamentare l’emissione di aldeide formica da pannelli a base di legno e manufatti con essi realizzati in ambienti di vita e soggiorno", è stato confermato tale valore.