Conservare e recuperare le bobine di filamento aperte -
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Conservare e recuperare le bobine aperte

Conservare e recuperare le bobine aperte

Il filamento non si stampa più come appena aperto? Hai trovato nell’armadio un PLA che ti eri dimenticato e vuoi sapere se si stamperà ancora? Devi usare solo una piccola parte di un filamento nuovo e hai paura che il resto si rovinerà lasciandolo aperto?

Niente paura, in questo articolo di FILOALFA® Academy ti spieghiamo come conservare le bobine in modo corretto nel tempo e recuperare quelle che sono aperte da un po' e non stampano più bene.

Il primo nemico dei filamenti è l'umidità

Se vuoi utilizzare un filamento a lungo, devi far in modo che questo non assorba l'umidità dall'ambiente circostante.

Per questo qui ti spieghiamo come conservare al meglio le tue bobine oppure cosa fare per recuperare un filamento vecchio nel caso in cui abbia già assorbito l'umidità.

Come capire se un filamento è umido

I sintomi più comuni di un filamento umido sono:

  • Bollicine e scoppiettii all’uscita dall’ugello caldo
  • Eccessiva fragilità del filamento quando viene maneggiato
  • Superficie della stampa non uniforme e “frastagliata”
  • Nei casi più gravi, fragilità del pezzo e difficoltà di estrusione

A seconda del materiale l’umidità può penetrare solo superficialmente o più in profondità nel tuo filamento, e riconoscerla non è sempre semplice.

Se l’umidità è solo superficiale generalmente causa solo danni estetici alle stampe, mentre se l’umidità penetra fino al cuore del filamento può causare problemi gravi alle stampe e alle caratteristiche finali dell’oggetto stampato.

Recuperare le bobine aperte da tempo

Se la bobina è aperta da molto tempo e il materiale scoppietta nell’estrusore, allora puoi provare ad essiccare il filamento per la stampa 3d. FILOALFA® consiglia di essiccare sempre i filamenti prima di una stampa per migliorare la stampabilità, seguendo i dati della tabella qui accanto.

I metodi di asciugatura del filamento possono essere vari, da quelli più “hobbistici” a quelli più professionali, qui elenchiamo i più comuni:

  • Asciugatori di filamento: dispositivi specifici per una o due bobine, generalmente permettono di impostare il livello di potenza corrispondente al materiale da essiccare e funzionano in autonomia. Molti modelli permettono anche di essiccare il filamento direttamente accanto alla stampante, per un risparmio di tempo.
  • Macchine per disidratare il cibo: pensate per frutta e verdura, si trovano molto facilmente e funzionano abbastanza bene nel disidratare le bobine di filamento. Basta selezionare la temperatura e la durata del processo per avere un filamento come nuovo.
  • Forno: probabilmente il metodo più veloce ed economico per asciugare i filamenti, ma anche il più impreciso. Per loro natura i forni possono raggiungere temperature molto elevate, e quindi essere imprecisi alle basse temperature. Per questo motivo aspetta sempre che il forno abbia raggiunto la temperatura impostata da qualche minuto prima di inserire le bobine, altrimenti rischi che si sciolga il filamento. Consigliamo comunque di usare un forno dedicato esclusivamente a questo scopo per evitare contaminazioni con i cibi.

Conservare correttamente i filamenti

Come è facile intuire la corretta conservazione di un filamento dopo l’apertura della busta sigillata è fondamentale.

FILOALFA® consiglia sempre di utilizzare sacchetti e contenitori a chiusura ermetica, inserendo nella busta anche un assorbitore di umidità come il silica gel che viene fornito insieme alla bobina.

In commercio esistono anche sacchetti per sottovuoto e macchine sottovuotatrici che con pochi euro possono rendere ancora più efficace la conservazione.

Su thingiverse esistono poi dei progetti di porta bobine a tenuta stagna, utili se posizionati vicino alla stampante.

In generale, questi metodi garantiranno una corretta conservazione delle bobine nel tempo, proteggendole anche dalla polvere e dai raggi UV.

Attenzione ad alcuni materiali

In FILOALFA® asciughiamo con la massima cura i granuli prima di trasformarli nei filamenti che utilizzerai nella tua stampante, e mettiamo ogni bobina sottovuoto per preservare al massimo la sua purezza.

Tuttavia, una volta aperta la busta, il filamento inizia il suo processo di assorbimento dell’umidità (igroscopia) e perde progressivamente le sue caratteristiche originali di stampabilità e resistenza.

Ovviamente esistono materiali meno igroscopici, come Polipropilene, HIPS e TPU, e altri maggiormente igroscopici, come Poliammide o Nylon, PEEK e PET. Per questi ultimi, anche solo qualche ora di esposizione all’umidità dell’ambiente può causare problemi, per questo ti consigliamo di stampare i filamenti tecnici in camera calda o con l’utilizzo di appositi essiccatori da bobine.

PLA, PETG e ABS, i materiali più comuni nella stampa 3d, sono tra i polimeri a basso assorbimento di umidità, tuttavia possono risultare compromessi dopo un certo periodo di tempo dopo l'apertura.

Anche i filamenti caricati, ovvero quei materiali con le aggiunte di metallizzati o fibre di carbonio, soffrono maggiormente di igroscopicità, perché le cariche funzionano come delle piccole cannucce che portano l’umidità in profondità nel diametro del filamento.

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